FAQ

In questa pagina sono presentate le domande che ci vengono poste frequentemente divise per argomento:

Riduzione della tassa o tariffa di igiene urbana

Si può ridurre la TARSU?
Nella Bozza di Delibera proposta √® scritto: Decreto Legislativo 507/93 prevede, all’articolo 67, che “.. i comuni possono prevedere con apposita disposizione del regolamento speciale agevolazioni, sotto forma di riduzioni..”.
Il Decreto Legislativo 507/93 √® in effetti intitolato “Revisione ed armonizzazione dell’imposta comunale sulla pubblicit√† e del diritto sulle pubbliche affissioni, della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche dei comuni e delle province nonch√© della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a norma dell’art. 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, concernente il riordino della finanza territoriale”
Successivamente il Ronchi introduce la Tariffa ma continua a scrivere che:
Art 49 comma 10: “Nella modulazione della tariffa sono assicurate agevolazioni per le utenze domestiche e per la raccolta differenziata delle frazioni umide e delle altre frazioni, ad eccezione della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio che resta a carico dei produttori e degli utilizzatori. √ą altres√¨ assicurata la gradualit√† degli adeguamenti derivanti dalla applicazione del presente decreto.”
La 152/2006 non dice niente in materia..

Non è necessario prevedere un minimo di metri quadri di verde per membro del nucleo famigliare?
In effetti questa √® la posizione di alcuni comuni (esempio ROMA dove la richiesta √® di 25mq/abitante). Degli esempi precedenti Gioia del Colle richiede un giardino di almeno 500 mq. Nel nostro caso il compostaggio appare volontario ma in realt√† √® coatto perch√© largamente svolto ove (case sparse) non √® previsto il ritiro dell’organico. Inoltre il regolamento proposto, alla definizione dei requisiti delle utenze che chiedono l’iscrizione all’Albo, richiede che l’utente dichiari di:
“effettuare, in modo abitudinario e continuativo, il compostaggio domestico dei propri rifiuti organici su terreni privati, di propriet√† o in disponibilit√†, pertinenziali o quantomeno adiacenti all’abitazione per cui si √® utenza TARSU, e negli stessi terreni far uso del compost prodotto”. A questo punto le dimensioni minime del terreno o le superfici per abitante diverrebbero inutili richieste foriere di varie problematiche conseguenti esclusioni.

Sanzioni? Revoca del beneficio di riduzione?
Le sanzioni potranno essere erogate quando si rilevi l’infrazione della Legge o del Regolamento comunale e non sta all’Albo entrare in questi meriti. Per quanto riguarda la revoca del beneficio essa √® gi√† contemplata nella revoca dell’iscrizione all’Albo (art. 13) e del successivo Art.16 Decadenza dalla riduzione tributaria.

 

Albo compostatori e compostiere

Dove si ritira la compostiera?
Dipende dal paese in cui si √® fatta la domanda di iscrizione all’Albo Compostatori

Di quanto è lo sconto sulla TARSU?
Dipende dal paese in cui si √® fatta la domanda di iscrizione all’Albo Compostatori

Come si ottiene lo sconto sulla TARSU?
iscrivendosi all’Albo Comunale Compostatori

Io il rifiuto organico lo do’ agli animali, posso ottenere lo stesso lo sconto sulla TARSU?
Si. Il regolamento dell’Albo Compostatori prevede in primo luogo l’alimentazione degli animali con i nostri scarti alimentari. Per cui l’iscrizione all’Albo da diritto allo sconto.

Io il compostaggio già lo faccio senza la compostiera comunale, ho diritto allo sconto?
Si. Il regolamento dell’Albo Compostatori prevede che il compostaggio possa essere fatto in buche, silo e compostiere. La compostiera offerta dal comune agli iscritti all’Albo Compostatori e’ da ritenersi un gadget ed non √® vincolante dello strumento per il compostaggio da utilizzare.

 

Tempi

Per quale motivo il compost impiega troppo tempo a svilupparsi?
Ci sono diverse cause per uno sviluppo tardivo del processo di compostaggio:

‚ÄĘ se il cumulo appare troppo secco √® necessario aggiungere acqua per reintegrare il processo;
‚ÄĘ Se √® presente un errata miscela tra scarti di cibo e residui vegetali √® possibile integrare il materiale con foglie o paglia, o viceversa scarti di cucina;
‚ÄĘ se l‚Äôareazione del materiale √® insufficiente √® necessario rimescolare il cumulo o aggiungere materiale che favorisca l‚Äôareazione come la paglia.

In quanto tempo è pronto il compost?
Il processo di compostaggio è influenzato da vari fattori (per esempio le stagioni) che possono alterare di molto i tempi del processo. Mediamente il compost è pronto da 7 a 9 mesi. Il materiale sarà di un terriccio scuro ed emanerà un profumo di sottobosco.

 

Problemi

Cosa fare se il compost emette cattivi odori?
Anche per questo problema ci possono essere diverse cause e relative soluzioni:

‚ÄĘ se il cumulo √® troppo umido √® necessario bilanciare e riequilibrare il tutto con materiale secco;
‚ÄĘ se √® presente un alto tasso di acidit√† potrebbe bastare aggiungere cenere di legno;
‚ÄĘ se l‚Äôareazione del materiale √® insufficiente √® necessario rimescolare il cumulo o aggiungere materiale che favorisca l‚Äôareazione come la paglia.

Cosa significa se il compost è circondato da moscerini?
La frutta in decomposizione attrae i cosiddetti “moscerini della frutta” che sono innocui sia per chi prepara il compost, sia per le piante che saranno successivamente coltivate con il compost. Per ridurre la loro presenza bisogna coprire bene gli scarti con qualche centimetro di terra o di foglie ed erba secca.

Come comportarsi se il compost è pieno di larve bianche?
Sono larve di mosche che attratte dagli odori di materiali in decomposizione hanno depositato le loro uova nel compost: evitate di compostare scarti di carne e di pesce e sarebbe meglio evitare anche pasta cotta e bucce di formaggio.

√ą normale che nel cumulo siano presenti insetti, vermi e altri organismi?
Sì. La degradazione di sostanze organiche avviene anche per merito di numerosi invertebrati che trovano nutrimento nel materiale in decomposizione. Pertanto la loro presenza nel cumulo non solo è un fatto normale, ma è anche l’indicazione che il compostaggio procede bene.

Come si fa ad impedire che formiche e topi facciano il nido nella compostiera?
E’ necessario ridurre al minimo il compostaggio di carne, pesce, pane ed alimenti cotti.

 

Altro

L’uso di prodotti trattati con pesticidi pu√≤ rendere tossico il compost?
I pesticidi attualmente ammessi si decompongono dopo un certo tempo dal trattamento, quindi il processo di compostaggio ha anche l’effetto di un’ulteriore neutralizzazione d’eventuali pesticidi presenti su frutta ed ortaggi usati per il compost.

Come faccio a capite se un sacchetto è compostabile?
Quando si avvia la raccolta domiciliare (porta a porta) e si introduce il servizio di ritiro degli scarti alimentari e organici presso le utenze domestiche, le Amministrazioni comunali devono fare attenzione alle dotazioni di contenitori o sacchetti da mettere a disposizione degli utenti e i cittadini devono essere informati sulle tipologie e problematiche legate¬†all’utilizzo¬†di sacchetti non idonei. Negli ultimi anni, infatti, sono comparsi sul mercato sacchi per la raccolta del rifiuto¬†organico non dotati dei requisiti di compostabilit√† e biodegradabilit√† richiesti dalla normativa. La nota che segue vuole chiarire alcuni aspetti utili affinch√© Amministratori comunali ed utenti possano identificare i prodotti conformi ai parametri normativi vigenti e contribuire sia¬†all’organizzazione¬†di una raccolta di qualit√† della frazione organica dei rifiuti, non¬†gravando i Comuni dei costi aggiuntivi dello smaltimento della frazione estranea presente nei rifiuti avviati a compostaggio, sia alla produzione di Compost di qualit√†, il cui utilizzo non diffonda nel terreno inquinanti plastiche micronizzate.

NORME SULLA QUALITÀ E RESISTENZA DEI SACCHETTI COMPOSTABILI PER LA RACCOLTA DEGLI SCARTI ALIMENTARI E ORGANICI

La raccolta separata dei rifiuti organici non può essere eseguita con sacchetti in plastica oppure con sacchetti degradabili ma non compostabili, ma, secondo le disposizioni dell’articolo 182-ter. comma 1  del D.Lgs 206/06, come modificato dal D.Lgs 205/10, deve essere eseguita unicamente con contenitori a svuotamento riutilizzabili oppure con sacchetti compostabili certificati a norma UNI EN 13432-2002.

In base alla norma europea EN 13432-2002 ‚ÄúRequisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione – Schema di prova e criteri di valutazione per l’accettazione finale degli imballaggi ‚ÄĚ un materiale √® considerato compostabile se possiede l‚Äôinsieme delle seguenti caratteristiche:

  1. Biodegradabilità, ovvero capacità di effettiva conversione metabolica del materiale compostabile in anidride carbonica. Tale proprietà viene valutata quantitativamente con un metodo di prova standard, EN 14046 (anche pubblicato come ISO 14855: biodegradabilità in condizioni di compostaggio controllato) ed il livello di accettazione è pari al 90% da raggiungere in meno di 6 mesi.
  2. 2.       Disintegrabilità, ovvero capacità di frammentazione e perdita di visibilità del materiale nel compost finale (assenza di contaminazione visiva). Tale proprietà viene valutata con una prova di compostaggio su scala pilota (EN 14045). il materiale in esame viene biodegradato insieme con rifiuti organici per 3 mesi; alla fine il compost viene vagliato con un setaccio di 2 mm di luce ed i residui del materiale di prova con dimensioni maggiori di 2 mm sono considerati non disintegrati: questa frazione deve essere inferiore al 10% della massa iniziale.
  3. Assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio. Tale proprietà viene valutata con una prova di compostaggio su scala pilota.
  4. 4.       Bassi livelli di metalli pesanti (al di sotto di valori massimi predefiniti) e assenza di effetti negativi sulla qualità del compost (esempio: riduzione del valore agronomico e presenza di effetti ecotossicologici sulla crescita delle piante). Una prova di crescita di piante (test OECD 208 modificato) è eseguita su campioni di compost dove è avvenuta la degradazione del materiale di prova. Non si deve evidenziare nessuna differenza con un compost di controllo.
  5. Altri parametri chimico-fisici che non devono differire dal compost di controllo dopo la biodegradazione sono: pH; contenuto salino; solidi volatili; N; P; Mg; K.

Di seguito vengono riportati diversi marchi di certificazione, rilasciati da Enti deputati, che attestano la conformit√† dei sacchetti alle indicazioni UNI EN 13432: in Italia il Consorzio Italiano Compostatori con la collaborazione dell‚Äôente certificatore Certiquality s.r.l. ha sviluppato il marchio ‚ÄúCompostabile-CIC‚ÄĚ, un sistema di marcatura e riconoscimento dei manufatti biodegradabili e compostabili.

Il Comune che voglia acquistare solo sacchetti compostabili conformi alle indicazioni UNI EN 13432 deve richiedere al fornitore che i sacchi siano certificati, riportando nel capitolato di gara per il loro acquisto uno o pi√Ļ dei marchi sopra riportati; per garantire la resistenza meccanica dei sacchetti, sempre in sede di gara e di consegna dei lotti, inoltre pu√≤ richiedere il certificato di conformit√†, rilasciato da un laboratorio accreditato, dei sacchetti offerti allo standard UNI 11451 ‚ÄúSacchi biodegradabili e compostabili per la raccolta della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Tipi, requisiti e metodi di prova.‚ÄĚ

In ultimo, al fine di valutare la conformità della grammatura dei sacchi consegnati rispetto alla loro compostabilità e a quanto dichiarato dalla ditta in offerta, il Comune può richiedere al fornitore in sede di gara la dichiarazione della grammatura (g/mq) dei sacchetti: quest’informazione, conoscendo le dimensioni del sacchetto, con una semplice formula matematica permette di ricavarne il peso e di quantificarne l’effettiva grammatura oltre che la rispondenza tra il numero di sacchetti richiesti e quelli offerti.

Di seguito un esempio di formula utilizzabile per i sacchetti bocca aperta:

(larghezza in metri x altezza in metri) x 2 x grammatura (gr/mq) = peso sacchetto in grammi